Do you know Blackr?
Scoperto ieri per caso Blackr (http://www.blackr.it/) è un progetto un po' particolare: non è altro che un motore di ricerca basato sugli algoritmi di google. La differenza con Google è che mentre questo è "bianco", l'altro è nero.
La cosa più facile per capire è andare a vedere il sito. Ma è noto che Google si caratterizza per la sua semplice interfaccia con lo sfondo completamente bianco. Ebbene, Blackr è quasi un clone di Google ma lo sfondo delle pagine è completamente nero.
Il perchè è spiegato nelle approfondite pagine di FAQ del sito: in pratica i promotori sostengono che i nostri monitor consumano una maggiore quantità di energia elettrica visualizzando le pagine dallo sfondo bianco mentre, al constrario, vi è un certo risparmio energetico con le pagine dallo sfondo nero perchè più "facili" da visualizzare a schermo.
Lascio a ciascuno di voi le considerazioni a riguardo. Secondo me comunque ogni iniziativa fatta con la dovuta convinzione e con il supporto delle motivazioni va assolutamente incoraggiata. Mi riprometto quindi di provare almeno per un po' questo alternativo motore di ricerca.
Facebook? No, grazie!
Modello di Christaller (modello di centro periferia)
Una chiacchierata fra amici mi fa ricordare i tempi dell'università, la mia scelta di privilegiare le miei passioni agli interessi lavorativi e i personaggi con i quali ho vissuto una stagione della mia vita.
Corso di geografia generale. In uno sperduto dipartimento si davano assiduo appuntamento 7 dico 7 persone. Tanto tempo che non le vedo. Ricordo Mirco, l'unico di noi che "ce l'ha fatta" ed è rimasto in dipartimento, ricercatore sottopagato, e Barbara con la mitica tesi sui postini della provincia di Livorno, e Francesco: immaginatevi un ragazzone di due metri largo cosi', buono come il pane: un giorno arriva in aula in ritardo, sudato e affannato che dice "Prof, non mi sento bene!" e sbadabam! cade per terra come una pera cotta. Per fortuna era solo una piccola crisi ipoglicemica. E Letizia, colei che quando le telefonavo le compariva la scritta "Christaller".
E poi c'ero io, naturalmente, affascinato dalla teoria, appunto, di Christaller.
Indimenticabile una volta, un amico frequentante Giurisprudenza, aveva un'ora libera. Vieni a lezione con me - faccio io. Ma si, andiamo -fa lui- cosa mi proponi? Geografia!
Entrammo in aula. Professore, ho portato un amico. Bene, un altro geografo? No, aspirante avvocato. Va bene lo stesso.
Il mio amico era a bocca aperta. La sua lezione media era con 300 persone e rapporti studente-professore assolutamente inesistenti. Chiedeteglielo di quell'esperienza: ve la racconterà con stupore ancora adesso!
Briciole
Insegna modesta. Dice: "Briciole". Atrio squalliduccio e scuro: praticamente un invito ad entrare!
La prima cosa che vedo una volta dentro, il bancone dove il pizzaiolo prepara e inforna. Dietro al bancone un ragazzo, 16 o 17 anni con la carnagione olivastra. Mi si fa incontro... [...]
La gente che parla da sola
E' davvero assurdo, non la concepisco la gente che parla da sola! Secondo me è frustrata e ha bisogno di persone con le quali parlare e mi sembra grave perche' mi viene da pensare che non ne abbia.
Dài, è successo anche a voi: ve ne passeggiate per il corso tranquilli e solitari, vi avvicinate ad una vetrina per vedere, che so, le nuove scarpe della primavera e, tipicamente una signora, li' vicino a voi comincia a dire, a voce bassa ma che la possiate sentire: "Guarda te come sono care le scarpe!".
Ce l'ha con voi? Sta riflettendo ad alta voce? Mah, credo sia una via di mezzo... se voi rispondete all'amo che ha buttato, "eh, signora mia, tutta colpa dell'euro!", allora parte una discussione deprimentissima fatta dei piu' beceri luoghi comuni. Se la ignorate e ostentate un'espressione del tipo "Ma sei scema a parlare da sola!?!" passate per maleducati.
Quante volte mi succede! In fila alla cassa del supermercato, la signora davanti guarda nel vuoto ma dice ad alta voce "Mannaggia, ho dimenticato la maionese!". Signora, vuole che la vada a prendere io???
All'edicola "Certo, 12 euro e 90 per il supplemento sono tanti!". Signora, mica glie l'ho detto io di comprarlo!!
Dal medico "C'ho un dolore qua...". Signora non sono io il dottore, deve andare dentro...
Vi avviso, se siete di quelli che parlano da soli da me avrete sempre sterile silenzio!
Vivere appesi ad un filo
Ci stavo pensando giusto ieri ma il discorso è ben piu' ampio.
Sono stato in montagna, sulla neve e, naturalmente, per fare le piste dovevo prendere ogni sorta di macchinario per risalire la montagna per poi farmi condurre dalla forza di gravità verso il basso. E questi macchinari sono le varie seggiovie, funivie, ovovie... In pratica "posti" dove, seduti o in piedi, ci si lascia portare da seggiole o cabine verso l'alto. Che cosa è che "fisicamente" ci porta verso l'alto? E' semplicemente un gancio attaccato ad un filo d'acciaio attaccato ad un motore elettrico.
Sto semplificando molto, certo, ma in questi giorni quante volte la mia vita è stata appesa ad un filo. Di acciaio, spesso così, ma sempre filo era!
E da qui si fa presto a pensare alle scatolette metalliche sparate ad alta velocità nelle quali ogni giorno, come incuranti del pericolo, ci rinchiudiamo. O i treni o ancora, follia pura!, gli aerei, pesantissimi tubi con dei seggiolini inchiodati al loro interno dove centinaia di uomini per volta tentano, spesso non riuscendoci per fortuna, di fare karakiri. Ma ogni tanto ci riescono...
Insomma, il concetto è chiaro. Ogni passo che facciamo puo' nascondere un potenziale pericolo. Forse è proprio per questo che ce ne freghiamo e lasciamo le nostre vite... appese ad un filo!
El presidente
L'ho risentita stamani in macchina, abbastanza casualmente. E casualmente è capitata in periodo elettorale. Una buona coincidenza. Se potessi metterei l'mp3 ma non si puo' cosi' bisogna accontentarsi delle parole. Che in fondo sono quelle che contano...
Modena City Rambler. Da... [...]
Superare un'Ape
Superare un'Ape non è per niente facile. Anzi nel traffico cittadino è la cosa più difficile che si possa immaginare.
Credo che l'Italia sia l'unico paese del mondo civile dove circolano quei fastidiosissimi veicoli a tre ruote che hanno come unica utilità quella di rallentare il traffico e creare situazioni imbarazzanti.
Si perchè quei tricicli a motore oltretutto si guidano senza patente essendo di piccola cilindrata e quindi, in mano a ultraottantenni con i riflessi di un bradipo paralitico, diventano pericolosissimi. per non dire dell'inquinamento! Oramai con le auto siamo all'Euro 4: inutile quando uno di quegli attrezzi inquina come 100 TIR in salita!
Ma oggi, approfittando dell'unico squarcio di sole di questo inverno lungo, freddo e piovoso, ho rispolverato il mio scooter. E non vi dico quale gioia sentire la ripresa fulminea all'apertura del gas! Superare file di auto in coda al semaforo, camion e autobus sbuffanti e e lente utilitarie!
Ma alla vista dell'Ape il riflesso condizionato ha il sopravento: la manopola del gas viene spalancata di botto, chiedo tutta la potenza del motore e... zzzzz!!! Sorpassata! L'Ape è dietro di me!
Diario da casa /1
La prima settimana è la benvenuta: ci sono affari arretrati da sbrigare, parenti da vedere, lavoretti da finire, la casa da mettere a posto. La prendo come una settimana di ferie, ferie "al lavoro" ma è quello che ci vuole, ti tieni impegnato e non ti rendi conto che i lavoretti che stai facendo non portano denaro.
A questa settimana segue quella dell'apatia. Hai finito i lavoretti, le commissioni e i parenti da vedere. Ti rendi conto che sei *veramente* disoccupato e allora niente ha piu' senso: comincia un ripiegamento su se stessi, cominci a pensare a questo e a quello e finisci per non fare niente di niente tanto da arrivare a sera, a pensare a come sei riuscito a far passare il tempo, facendo niente, e la depressione aumenta.
Poi viene la fase "vecchi ricordi". Chi di noi non ha progetti idee, lavori che per vari motivi non sono stati portati a termine? Nella terza fase si prende in considerazione l'idea di rimettersi al lavoro sui vecchi progetti. Ecco allora che si vanno a rispolverare carte consunte dentro cassetti che non vedevano la luce da tempo...anzi, dall'ultima volta! Progetti che sappiamo benissimo che c'e' una ragione se non hanno preso la luce. Ma noi abbiamo bisogno di fare qualcosa e quindi non ci rendiamo conto dell'inutilità o irrealizzabilità di quei progetti ma, visto che ne abbiamo bisogno, ci buttiamo a testa bassa per riempire il nostro tempo.
Le fasi successive poi variano a seconda degli eventi. Adesso il blog mi aiuta a sviscerare queste fasi della crisi disoccupazionale.
Partiamo da qui: siamo a cavallo fra la fase 2, apatia totale e la fase 3, progetti falliti riesumati...
Scrivere a David Rhodes (e ricevere risposta)
Il primo punto è che se non sapete chi è David Rhodes, informatevi e poi fate penitenza.
Il punto secondo è che il motivo per cui gli ho scritto potrebbe non interessare e qindi non lo dico.
Il terzo punto è che il buon David, alla distanza più... [...]


